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Abbazia di san Clemente a Casauria

L'abbazia di San Clemente a Casauria rappresenta, senza dubbio, uno dei monumenti più importanti del patrimonio artistico ed architettonico abruzzese, oltre a costituire un'importante testimonianza dell'organizzazione monastica del territorio nel Medioevo.
La chiesa originaria, fu costruita nel IX secolo sulla cosiddetta Insula Piscariense creata dal fiume Pescara, ma fu subito distrutta dai saraceni tra il 915 e il 920. Da allora fu un susseguirsi di distruzioni e successive ricostruzioni, legate alle figure dell'abate Wido, che rimediò alla distruzione saracena, all'abate Trasmondo, agli abati Giovanni e Grimoaldo che intervennero a seguito dei saccheggi normanni, e infine a Oldrio.

La fonte essenziale per ricostruirne le fasi salienti è il Chronicon Casauriense, codice del XII secolo attualmente conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi, commissionato dall'abate Leonate a Giovanni di Berardo. Fu proprio Leonate a determinare, dal 1176 al 1182 anno della sua morte, le principali trasformazioni, provvedendo tra l'altro a realizzare i tre portali, il portico antistante e un oratorio sopra di questo. Intenzionato a tramandare la propria opera e a sancire ufficialmente il legame della chiesa con la figura di San Clemente, Leonate oltre a far redigere il Chronicon affida alla scultura il compito di fissare il racconto del trasporto delle reliquie del santo, giunte a Roma nell'867 sotto il pontificato di Adriano II e subito dopo, nell'871, trasferite all'abbazia per volere dell'imperatore Ludovico II. Nella sequenza di immagini scolpite nell'architrave del portale, che illustra simbolicamente l'intero tragitto, intervengono anche altri personaggi, come il conte Suppo, il monaco Celso e il frate Beato. Nell'osservare come questo bassorilievo sia una sorta di autocelebrazione, è interessante esaminare alcune immagini: il disegno della nuova facciata della chiesa è infatti replicato, con alcune varianti nella lunetta dove è raffigurato l'abate Leonate che "dona" il modellino a San Clemente.

All'interno l’elemento di arredo di maggiore interesse è rappresentato dall'ambone. Ad esclusione del lato rivolto verso l'abside della chiesa, gli altri tre lati sono suddivisi in tre riquadri, decorati con motivi floreali in cui torna il fiorone ad altorilievo, che si trova anche nella chiesa di San Pelino a Corfinio. Al centro della faccia rivolta alla navata centrale campeggia invece l'aquila, con ai suoi piedi il leone, che sorregge il leggio. L'arredo di San Clemente comprende anche il cero pasquale e il ciborio. Quest'ultimo è più recente rispetto agli altri elementi poiché risale probabilmente alla prima metà del XV secolo. L’altare è stato ricavato riusando un sarcofago paleocristiano del IV secolo al cui interno era anticamente custodita l’urna con le reliquie di San Clemente, ancora oggi esposta nella chiesa. Dalla chiesa parrocchiale di Castiglione a Casauria proviene infine la tomba di Berardo vescovo di Boiano, di primo Quattrocento, che si trova sulla sinistra dell'ingresso.

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