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Basilica di san Liberatore a Maiella

Una delle più antiche chiese medioevali dell'ordine benedettino cassinese, fu fondata secondo la leggenda da Carlo Magno nel 781, ma è solo nel 884 che viene menzionata all'interno di un inventario di tutti i beni benedettini. Distrutta dal terremoto del 990, fu ricostruita nel 1007 dal monaco Teobaldo arrivato appositamente da Montecassino.

L’attuale struttura della badia è dovuta in parte alla ricostruzione voluta da Desiderio, abate di Montecassino nel 1080, che vi portò numerose maestranze.

A partire dal XIV secolo iniziò un progressivo decadimento che culminò nel 1806 con la soppressione degli ordini monastici.
Situata ai piedi della Maiella, la badia è immersa in uno scenario ricco di boschi e acque. La facciata ha uno schema che rispecchia la tripartizione interna. Divisa in due ordini, presenta nella parte superiore tre monofore semplici e in quella inferiore tre portali, caratteristici del romanico abruzzese.

L'interno è a tre navate divise da sette arcate per lato. Gli affreschi si dividono in quelli più recenti (1500), ora staccati e posti su pannelli, che rappresentano il monaco Teobaldo che offre la chiesa e quelli più antichi rimasti in loco sulla parete dell’abside centrale e risalenti alla seconda metà del XIII secolo.
Sul pavimento della navata centrale è stato rimontato il mosaico originario cosmatesco risalente al 1275.

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