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Santo Spirito

Eremo di Santo Spirito a Maiella

 

L'eremo di Santo Spirito a Maiella, uno dei luoghi più adatti all’ascesi spirituale,  secondo il Petrarca nel "De vita solitaria", è sicuramente il più grande e conosciuto degli eremi della Maiella. Già nel 1053 l'eremo Santo Spirito a Majella era   abitato dal monaco Desiderio, poi divenuto Papa Vittore III, che vi costruì una chiesetta, trovata distrutta da Pietro  da Morrone nel 1246. Fu il futuro papa  Celestino V ad iniziarne la ristrutturazione con la realizzazione di un oratorio  e una celletta.

I suoi seguaci resero presto necessario l’ampliamento  della struttura. Quando fondò la sua Congregazione nel 1263 Celestino V decise  di costituire proprio qui la casa madre  dell'ordine, mentre la chiesa diventava un monastero. Nei secoli ospitò una  fiorente scuola di lettere e di filosofia. Vi trovarono rifugio Cola  di Rienzo e Torquato Tasso. Nel  1586 Pietro Cantucci da Manfredonia costruì la Scala Santa. Negli ultimi anni  del XVII secolo, il principe Caracciolo di San Buono, vi aggiunse un edificio a  tre piani, la foresteria. Soppresso nel 1807 l’Ordine dei Celestini, l’edificio  venne depredato e dato alle fiamme e solo alla fine dell’ottocento i fedeli di Roccamorice si occuparono della  ristrutturazione della chiesa.

Oggi l'eremo di Santo Spirito a Majella è costituito dalla chiesa,  dalla sagrestia, dalla foresteria e dal complesso monastico, in cui sono  situate le celle, la sala del capitolo, la biblioteca, la cappella invernale e  il refettorio. Dalla foresteria si può salire la Scala Santa per giungere all'oratorio della Maddalena e a due  balconate interamente coperte.

Il portale settecentesco, la statua di San Michele  Arcangelo e il tabernacolo sono opera di Giuseppe Di Bartolomeo di Roccamorice,  realizzati in occasione della riapertura della chiesa nel 1894. Tra le opere  di maggior pregio ci sono il coro ligneo, alcune tele raffiguranti la Madonna e  la Discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo e una statua del Cristo Sotto la  chiesa si può poi visitare la grotta dove vissero i primi eremiti con la stanza  del Crocifisso, la cella centrale, il luogo scelto per la preghiera da Celestino V. Nell'eremo Santo Spirito a Majella da qualche anno  vive una comunità di giovani frati della congregazione del "Cerreto".

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